Lo Specchio

Giovani squillo crescono

Il traffico della pro-stituzione in Ontario e’ una piaga dilagante che coinvolge anche vittime molto giovani.
Occorre innanzitutto sfa-tare il mito secondo cui a cadere nella rete degli sfruttatori del sesso siano solo ‘straniere’.
Si stima che il 90% delle donne che sono dedite alla prostituzione, costrette dai loro protettori, siano per lo piu’ canadesi.
Secondo le autorita’ della regione di Peel i numeri parlano del 60%.
Spesso le vittime del racket della prostituzione sono studentesse di scuola superiore, introdotte nel giro da un fidanzato di turno dal quale si sentono soggiocate.
Il fenomeno piu’ preoc-cupante emerge da Mis-sissauga, dove si riscon-trano il maggior numero di casi che si consumano nei vari motel lungo la linea di Dundas Street.
Le vittime sono molto giovani, addirittura di 13 anni.
La vicenda di Vanessa e’ esemplare. Vanessa ha 17 anni ed e’ stata convinta a entrare nel giro da un ragazzo che frequentava il suo stesso istituto. La vita della giovane - racconta la CBC - si e’ trasformata in un fitto via vai di ap-puntamenti in motel e dentro le auto dei suoi clienti dove si prestava a rapporti sessuali.
Grazie alla segnalazione di un’insegnante che ha notato un comportamento diverso della ragazza, si e’ potuti risalire alla sua nuova vita di strada.
Il traffico della pro-stituzione in Ontario, e soprattutto nel GTA, e’ un affare che fa guadagnare agli sfruttatori anche $280 mila dollari annui.
Per le giovani prostitute spesso e’ riservato qualche regalo o piccole somme di denaro.
Le ragazze si ritrovano senza saperlo schiave della dipendenza psicolo-gica e fisica dei loro protettori.
Nel solo periodo da gen-naio a giugno 2016 gli arresti nella Regione di Peel sono stati 25.
La statistica pero’ parla di numeri piu’ allarmanti visto che molte ragazze non denunciano i loro sfruttatori per vari motivi. Lo scorso anno la Regione di Peel ha messo in piano un comitato che si occupa del fenomeno, lo Human Trafficking Service Pro-viders Committee che sta lavorando con varie agen-zie per debellare il problema.
Vanessa intanto continua la sua vita di baby-prostituta, cosciente delle implicazioni della sua condizione. Tuttavia non denuncera’ i sui sfrut-tatori:
“ Sarei ancora piu’ vittima se ne uscissi ora senza aver guadagnato dei soldi, confessa Vanessa. Voglio guadagnare abbastanza per vivere bene. Poi ne usciro’. “
Di storie come quella di Vanessa ce ne sono tante e si nascondono dietro i volti ingenui di ragazze che escono di casa per andare a prostituirsi in-vece di recarsi a scuola.



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3 febbraio 2017